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WCF & Azure - Il blog di Fabio Cozzolino

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November 2009 - Posts

[WCF] I namespaces, Visual Studio e l’svcutil

Recentemente mi è capitato di generare un client wcf per interfacciarmi con un servizio scritto in java (metro). Il servizio dichiara due operation con namespaces diversi ma che come parametri, gira e rigira tra gli xsd inclusi, utilizzano uno stesso tipo, per esempio Person.

Utilizzando il semplice Add Service Reference di Visual Studio 2008, però, il client proxy viene generato con due classi Person praticamente identiche, ma duplicate. Chiaramente tutto va in bambola e non compila nulla.

Niente paura, utilizzando svcutil.exe con il parametro /namespace siamo in grado di definire namespaces differenti mappando il namespace xsd con il namespace .NET:

svcutil /namespace:http://tempuri.org/mynamespace,MyNamespace http://domain.com/myservice.svc

il bello è che funziona anche senza necessariamente indicare il namespace:

svcutil http://domain.com/myservice.svc

molto probabilmente, ma non ho avuto modo di verificare, Visual Studio utilizza /namespace:*,* come parametro di default e di conseguenza si genera il problema che ho illustrato prima.

Alla prossima…

Rilasciato Windows Identity Framework

Ne ho già parlato qui. E’ ora possibile scaricare il runtime, previa registrazione, e l’sdk.

fonte: http://weblogs.asp.net/ricardoperes/archive/2009/11/18/windows-identity-framework-released.aspx

Posted: Nov 18 2009, 02:40 PM by Fabio.Cozzolino | with no comments
Filed under:
[OT] Lavorare in un team…

Lavorare in un team è bello. Davvero. Ma bisogna saperlo fare. Lavorare in un team significa spesso cercare un punto di incontro, mediare, capire l’importanza degli altri componenti e nello stesso tempo cercare di valorizzare te stesso. Ma significa anche saper accettare le critiche (ovviamente se costruttive) e soprattutto i consigli che gli altri membri del team possono darti. Nessuno deve essere fondamentale ma tutti sono importanti.

Questo è davvero difficile. Non sempre ci si riesce. Chiaramente un team ha bisogno di una fase di avviamento, di conoscenza necessaria per essere in grado poi di proseguire con il lavoro. Non tutti i team riescono con il buco (direbbe qualcuno Big Smile), amalgamarsi è un procedimento complesso.

Ma …

Ma se ci si riesce. Se il team è unito, compatto, ci si aiuta, si spinge sull’elemento più “lento” per farlo correre al passo con gli altri allora sì che il team funziona. Da qui si può partire per misurare l’efficienza del team e la sua velocità media. La sua capacità di portare avanti progetti anche in situazioni difficili da gestire. L’elasticità e la capacità di gestire brevi cicli di sviluppo adattandosi velocemente per ottimizzare i tempi. Lavorare in un team è bello.

Ps.: nessun riferimento particolare, solo qualche riflessione…